Roma, 7 settembre- “Bondi fino ad ora si è tenuto alla larga dalla Mostra di Venezia, come se il cinema non fosse una delle principali industrie cinematografiche del Paese. E dire che il ministro non può neanche prendersela con Sabina Guzzanti, come ha fatto a Cannes. A presidiare la laguna così resta soltanto la Lega, che alimentando l’inutile polemica con il festival di Roma, ha reso la Mostra di Venezia sempre meno concorrenziale rispetto all’appuntamento di Toronto. Se per il Fondo dello spettacolo 2011 fosse confermata una riduzione di 115 mln di euro (da 414 a 300), l’Italia rischierebbe di veder compromesso un settore fondamentale per il Paese”.
Lo ha dichiarato, in una nota, il senatore Andrea Marcucci (PD).
“Dall’esecutivo nessun dialogo e nessuna risposta sui tagli al fondo unico dello spettacolo- ha proseguito il parlamentare- l’unica voce che si è alzata è quella del sottosegretario Francesco Giro che si è improvvisato critico cinematografico. L’assenza del ministro, se perdurerà per tutta la durata della mostra, si configura come un vero e proprio comportamento antinazionale. Eppure l’occasione c’è: il film di Martone sul Risorgimento, si presta ad una valutazione sull’importanza fondamentale che il cinema ha avuto nell’unità dell’Italia. Per questo il centro sinistra aveva inserito il nuovo Palazzo del Cinema di Venezia tra le opere del 150°. Se fossero confermati i tagli al Fus anche nel 2011, il cinema italiano rischierebbe davvero di diventare come il panda, una specie in via di estinzione: due anni fa si producevano 123 film, oggi 90 con problemi sempre più marcati nella distribuzione”.
Firenze, 3 settembre- “La tutela dei beni archeologici in Toscana è di fatto soppressa dalla Finanziaria. L’abolizione dei rimborsi per le missioni fatte con l’auto privata ha un effetto devastante. In Toscana la Soprintendenza ha una sola macchina per tutta la struttura, che gestice ben 11 aree archeologiche, dall’alta val Tiberina all’isola del Giglio. C’è un rischio molto fondato che vadano avanti scavi clandestini, azioni di sciacallaggio e vandalismo. Il ministro Bondi deve prevedere una deroga, in virtù di una situazione particolarmente disagiata”.
Lo ha detto il senatore Andrea Marcucci, responsabile cultura del Pd della Toscana, in merito alla circolare emesso dal ministero dei beni culturali il 28 luglio scorso che vieta i rimborsi e l’utilizzo di macchine private.
“L’abolizione dei rimborsi è soltanto l’ultima decisione del governo, che sta operando un vero e proprio declassamento dei beni culturali- ha spiegato il parlamentare- con una ricaduta pesante per l’economia della nostra regione. Luoghi come Populonia, Roselle e molti altri sono fondamentali anche per il turismo. Con una sola autovettura è impossibile assicuare la salvaguardia dei siti archeologici sparsi su tutta la Toscana. Al ministro chiediamo di ascoltare l’appello della Soprintendente Fulvia Lo Schiavo. In una situazione di totale assenza di ispezioni pubbliche, esponiamo il nostro grande patrimonio archeologico al rischio di essere saccheggiato dagli scavatori clandestini”
Lucca, 13 agosto “Più di cento detenuti oltre la capienza massima (215 contro 99), 98 tossicodipendenti, 50 con problemi psichiatrici, un cronico sotto dimensionamento del personale (74 agenti contro i 130 previsti in organico)e che riguarda anche il direttore che è ad interim e che ha in carico anche la struttura di Pistoia, palestra e biblioteca inagibili, poco spazio nelle celle (meno di tre metri quadri per detenuto, soglia stabilita dalla Corte europea per i diritti umani sotto la quale il trattamento è inumano). In più la piaga della carcerazione preventiva: il 50% dei detenuti al San Giorgio è in attesa di giudizio (106). Il carcere di Lucca è un vero e proprio inferno. Informeremo il ministro Alfano affinchè prenda immediati provvedimenti”.
Lo denunciano i senatori Andrea Marcucci, Manuela Granaiola (PD), il deputato Matteo Mecacci (delegazione radicale nel PD) e la regista Barbara Cupisti, che oggi hanno visitato la casa circondariale San Giorgio di Lucca, accompagnati dal direttore della struttura penitenziaria Francesco Ruello.
“La situazione è davvero pesante, il carcere è fatiscente, il tetto della palestra è sfondato e quindi la struttura è chiusa- spiegano i parlamentari- le sezioni sono tre, i detenuti (in gruppi di 80) dalle 8 alle 20 hanno un unico corridoio con un solo agente per la sorveglianza, nessuna attività disponibile e condizioni igienico sanitarie davvero preoccupanti”.
Per i parlamentari che hanno annunciato un dettagliato rapporto che invieranno al ministro Angelo Alfano “il carcere di Lucca è fuori da tutte le convenzioni europee, è fuori da qualsiasi legge, nelle camere singole sono ospitati tre/quattro detenuti, nelle camere per due persone ne trovano ospitalità non meno di quattro fino ad un massimo di sette. L’età media dei carcerati è bassa, dai 20 ai 40 anni, e nonostante questo non sono previsti cicli di istruzione e formazione professionale.
E’ necessario che tutte le autorità prendano visione della situazione drammatica ed intervengano, dal sindaco di Lucca al prefetto ma il nostro è un appello diretto anche alle associazioni del volontariato. Torneremo presto- concludono i parlamentari- a visitare la struttura, per verificare cambiamenti che sono urgenti: ”.
La visita alla casa circondariale di Lucca rientra nella campagna di sensibilizzazione “Ferragosto in carcere” promossa a livello nazionale dai Radicali Italiani e che ha già riscosso 220 adesioni di parlamentari ed amministratori regionali che visiteranno in questi giorni 200 istituti di pena sui 220 esistenti in Italia.
Roma, 20 luglio-"21 grandi istituzioni culturali che subiranno un ulteriore riduzione di finanziamento pari a circa il 15%, 12 enti culturali che ricevevano un contributo annuale e che si vedono rimandati al 2011 con grandi incertezze sul futuro. Poi c'è la soppressione delle risorse per i comitati nazionali per le celebrazioni di due grandi toscani come Mario Tobino e Mario Pannunzio. In più il ministro Bondi annuncia un prossimo quanto vago intervento di defiscalizzazione per le imprese e per i privati che è appena stato bocciato nella legge sulle fondazioni lirico sinfoniche. Questo è il nuovo prezzo che la cultura toscana paga al governo Berlusconi"
Lo ha dichiarato in una nota il senatore Andrea Marcucci (PD), segretario della commissione cultura a Palazzo Madama, in merito alla conferenza stampa tenuta oggi dal ministro Bondi.
"Sulla base dei contributi triennali, la Toscana partiva da un finanziamento complessivo di circa 1.200.000 euro per 21 istituti, tra i quali 195 mila euro per il Museo della Scienza, 190 mila per la Crusca, 125 mila per l’istituto di studi sul Rinascimento. Il taglio previsto ad attività in gran parte già pianificate si attesta intorno al 15%.
Poi- ha proseguito il parlamentare- c’è la questione degli enti che beneficiavano di un finanziamento annuale e che è stato rimandato al 2011. In Toscana significa la messa in mora di istituti significativi quali l’Accademia Petrarca ad Arezzo, l’Istituto di studi storici postali a Prato, l’Accademia delle Scienze a Lucca, l’accademia delle arti e del disegno e l’accademia delle scienze forestali a Firenze. Fa poi sorridere l’annuncio fatto dal ministro di un prossimo intervento sulla defiscalizzazione per le imprese e per i privati cittadini. L’occasione giusta c’era- ha concluso Marcucci- nella legge sulle fondazioni lirico sinfoniche recentemente approvata. Gli emendamenti che avevo presentato in tal senso sono stati bocciati dalla maggioranza, impedendo così al Maggio Musicale Fiorentino e alle altre 13 fondazioni di aumentare la collaborazione con le imprese"
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Lucca, 20 luglio- “Il Summer Festival è un patrimonio di Lucca, uno straordinario strumento di promozione turistica con ricadute economiche positive per la città. I tagli del governo alla cultura ed i minori trasferimenti agli Enti locali, impongono che si cominci a lavorare subito per la prossima edizione, coinvolgendo gli operatori economici da una parte e la Regione Toscana dall’altra. Comune e Provincia di Lucca dovranno fare di tutto per mantenere inalterato il Summer”.
Lo scrive in una nota il senatore Andrea Marcucci (PD), segretaria della commissione cultura a Palazzo Madama.
“Si tratta di un caso unico in Italia, un festival di musica legato a doppio filo con il centro storico di una città- spiega il parlamentare- un calendario di concerti che richiama un folto pubblico internazionale, garantendo in pratica un mese di eventi che rendono Lucca una meta obbligata. A fronte di qualche disagio, molti sono i benefici per la città e per la sua rete commerciale. Merce preziosa per Comune e Provincia di Lucca alle prese con l’esigenza di incentivare i flussi turistici. Per questo credo che sia fondamentale evitare tagli e programmare, come ha assicurato l’assessore alla cultura Letizia Bandoni, finanziamenti pluriennalali che puntino a trovare più sponsor nella nostra provincia ed avviare una collaborazione con la Regione Toscana”.
Roma, 14 luglio- “Il maxi emendamento presentato oggi certifica la soppressione dell’Ente teatrale italiano e il taglio del 50% sulle risorse degli enti culturali. Per la Toscana significa di fatto la messa in mora del Teatro La Pergola e un crisi profonda per 33 importanti istituti, tra i quali il Museo della Scienza, il Museo Stibbert, l’Accademia Chigiana, la Fondazione Spadolini, la Domus Mazziniana, l'Accademia lucchese di scienze, lettere ed arti”.
Lo ha dichiarato, in una nota, il senatore Andrea Marcucci (PD), segretario della commissione cultura a Palazzo Madama.
“E’ un vero de profundis per la cultura che questo governo considera carne da macello. Incredibile la situazione in cui versa la Pergola, storico teatro di Firenze. A questo punto dell’anno- ha spiegato il parlamentare- non c’è il programma della prossima stagione e quindi neppure la campagna di abbonamenti. Anche per quanto riguarda i 33 istituti culturali della regione che subiranno tagli a bilanci già molto esigui, ad oggi non è dato sapere quali saranno i criteri adottati dalle forbici di Bondi. Sappiamo dal maxiemendamento che verranno risparmiati un totale di 10 milioni di euro e che la contropartita è la dismissione della cultura e del sapere nel nostro Paese”.
Lucca, 9 luglio- "L'attività e il patrimonio culturale dell'Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti devono essere salvaguardati con la conferma del finanziamento pubblico. L'intervento dello Stato e il supporto degli Enti Locali servono anche per una nuova sede dell'istituto culturale, aperta al pubblico". Lo chiede in un'interrogazione urgente presentata al ministro Bondi il senatore Andrea Marcucci (PD).
"La manovra economica ha imposto il taglio del 50% per gli enti culturali- spiega il parlamentare- ad oggi non conosciamo quali saranno i criteri adottati per scegliere gli istituti meritevoli di un contributo statale. Per la sua storia e per la rilevanza dei suoi studi, l'Accademia dovrebbe entrare di diritto nella lista degli enti che continueranno a beneficiare del sostegno del ministero dei beni culturali. Appare chiaro che un taglio ulteriore metterebbe a serio rischio la vita stessa dell'istituto".
Per il senatore democratico "è urgente anche affrontare la questione della sede. L'accademia ha un patrimonio importante che può rappresentare un nuovo motivo di attrazione turistica della città. Basti pensare alla imponente collezione di monete lucchesi, alla pregevole pinacoteca, all'archivio che contiene documenti originali di Giacomo Puccini, alla biblioteca con oltre 50 mila volumi. Attualmente tale patrimonio è smembrato in luoghi diversi, perdendo così il tratto comune e l'originalità del percorso storico. Un errore che deve essere risolto quanto prima. Lucca deve potenziare la propria vocazione culturale, l'unica in grado di destagionalizzare il turismo e da questo punto di vista il ruolo dell'Accademia risulta davvero significativo".
Marcucci nell'interrogazione a Bondi ripercorre sommariamente la lunga storia dell'Accademia, "fondata nel 1584 con il nome di Accademia degli Oscuri e che nel tempo ha collaborato con studiosi del calibro di Volta, di Lagrange e di Humboldt, con innnurevoli pubblicazioni di altissimo livello scientifico e di relazioni con le principali accademie d'Europa. L'Accademia continua ad occuparsi come previsto dal suo statuto di incrementare le scienze, le lettere e le arti con speciale riguardo alla regione Lucchese".
Roma, 7 luglio- "50 incidenti con perdita di merci pericolose da carri cisterna nel solo 2009, il doppio di quelli riscontrati nell’anno precedente, ben 24 dopo la strage del 29 giugno, 18 carri della Gatx che avrebbero potuto trovarsi nelle stesse condizioni di quello all’origine del disastro di Viareggio". Sono alcuni dei dati che emergono dalle relazioni consegnate dall’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria (ANSF) alla commissione Lavori Pubblici di Palazzo Madama, sui quali il senatore Andrea Marcucci (PD)preannuncia un’interrogazione urgente al ministro Matteoli. "C'è un problema evidente di scarsa collaborazione della Commissione Europea sul fronte dell'armonizzazione delle regole e sulla tracciabilità dei piani di manutenzione- dice il parlamentare- fino ad oggi appare solo una certa riottosità di Bruxelles ad assecondare le azioni assunte dall'Ansf". Nella lista degli incidenti documentati dall'Ansf ne risultano "ben 5 occorsi al treno 51261 e 4 casi di perdite di merci pericolose avvenuti alla stazione di Ventimiglia con treni provenienti dalla Francia". Poi c’è la questione dei 18 carri cisterna della Gatx fermati a seguito dei provvedimenti presi dall’agenzia, dopo la strage di Viareggio. "E’ lo stesso direttore dell’agenzia, ingegnere Alberto Chiovelli, a darne notizia in una lettera inviata al direttore dei trasporti terresti della Commissione Europea- spiega Marcucci- che aveva mosso rilievi alle iniziative assunte a tutto campo dall’Ansf per verificare la sicurezza del trasporto di merci pericolose. In quella lettera e nella documentazione consegnata al Parlamento, Chiovelli spiega che nel corso del 2009 sono statiindividuati ben 18 carri della Gatx che potevano trovarsi in condizioni simili a quello di Viareggio ". Per il parlamentare democratico ' è necessaria una forte azione politica del governo e del parlamento nei confronti della Commissione europea, anche attraverso il coinvolgimento del vice presidente Antonio Tajani. La legislazione europea deve imporre la tracciabilità a tutte le compagnie ferroviarie. Per ora la collaborazione è nulla, basti pensare che nel novembre del 2009 la Rail Cargo Austria ha fatto ricorso al Tar del Lazio contro la decisione dell'Ansf di verificare lo stato delle sale montate, simili a quella all'origine del disastro di Viareggio"
Firenze, 5 luglio- “Gli organici delle scuole superiori toscane sono sospesi fino al 19 luglio. Il taglio di 674 cattedre nella nostra regione è fino a quella data privo di qualsiasi valore legale, così come le iscrizioni al primo anno degli istituti superiori. E’ bene che il direttore scolastico regionale Cesare Angotti rispetti la sospensiva imposta dal Tar del Lazio. Anche oggi il tribunale amministrativo è stato costretto a non prendere alcuna decisione e di rinviare al 19 luglio perchè il ministero non ha mandato alcuna contro deduzione ai ricorsi che sono stati presentati”
Lo dichiarano in una nota la deputata Raffaella Mariani ed il senatore Andrea Marcucci (PD) , in merito alla decisione assunta oggi dal Tar del Lazio di rinviare al 19 luglio per mancanza di documentazione del ministero dell’istruzione. la decisione sul ricorso presentato dalla FLC Cgil sugli organici del personale docente degli istituti superiori, simile ad analogo ricorso che aveva prodotto in data 24 giugno la sospensione su due circolari ministeriali .
“Ancora una volta il ministro Gelmini vuole costringere tutti al fatto compiuto. Prima per rispettare i tagli imposti da Tremonti (in Toscana dal 2008 ad oggi hanno significato per il corpo docente delle sole superiori 4600 posti di lavoro in meno) sono state fatte valere come leggi circolari che non avevano esaurito il percorso legislativo necessario, poi quando il Tar del Lazio sanziona tale procedimento- proseguono i parlamentari- il ministero fa melina non consentendo al tribunale amministrativo di decidere in tempi celeri. Gli uffici scolastici della Toscana devono però sapere che fino al 19 luglio sono sospese le circolari n.17 sulle iscrizioni alle superiori, fatte in pratica al buio, e la n.37 sugli organici, che ha imposto la secca riduzione di posti di lavoro a tutti i livelli”
Roma, 29 giugno- "Un decreto stonato che rischia di mettere a tacere il Maggio Musicale Fiorentino e le altre 13 fondazioni lirico-sinfoniche. Il governo è arrivato nell'ultimo giorno utile a non far decadere il decreto e con il fiato sul collo dell'opposizione che ha unito tutto il mondo della cultura. Abbiamo fatto di tutto per fermarli, introducendo anche alcune importanti modifiche al testo, ma il ministro Bondi ancora una volta ha scelto di penalizzare brutalmente un settore che il mondo ci invidia. Ora, anche grazie all'iniziativa intrapresa dalla Regione Toscana, bisognerà affidarsi alla Corte Costituzionale per i molteplici conflitti di competenza con gli Enti locali che la legge contiene".
Lo ha detto il senatore Andrea Marcucci (PD), segretario della commissione cultura a Palazzo Madama, intervenendo in aula durante la votazione sulla terza lettura del decreto sulle fondazioni lirico sinfoniche.
"Un governo che vuole approvare il federalismo, promuove una legge centralista, che annulla le competenze dei singoli teatri, delle Regioni e degli enti locali. Le fondazioni avevano bisogno di più autonomia, ne avranno meno sia per i contratti di lavoro sia per la ricerca di sponsorizzazioni economihe, avevano bisogno di stabilità con finanziamenti triennali, avranno un altro cospicuo taglio del Fus, avevano necessità di incentivi per valorizzare le risorse artistiche e professionali, riceveranno in cambio un esodo di massa dei lavoratori. La musica lirica- ha proseguito il parlamentare- è una componente fondamentale della nostra immagine internazionale, teatri come il Maggio Musicale di Firenze sono i simboli di una cultura che il mondo ci invidia. Per evitare il disastro, ora aspettiamo il pronunciamento della Corte Costituzionale"