Firenze, 2 settembre- “Matteo Renzi ha detto che l’idea del nuovo Ulivo fa sbadigliare. La raffica di reazioni di molti dirigenti del Pd, fatta di sottili distinguo, di paragoni calcistici, di richiami al galateo e alla prudenza, rischia di far sprofondare il nostro elettorato in un sonno profondo”.
Lo ha detto il senatore Andrea Marcucci (PD) in merito alle polemiche suscitate da un’intervista rilasciata nei giorni scorsi dal sindaco di Firenze.
“Matteo Renzi corre, il PD dovrebbe essere orgoglioso di un giovane primo cittadino che governa bene una città importante come Firenze e si impone sulla scena nazionale conquistando nuovi consensi. Invece no – continua il parlamentare- mentre Renzi va veloce, alcuni si comportano come gli ippopotami di una canzone di Roberto Vecchioni che “distesi nel sole sbadigliano piano”.
Per Marcucci “Il Pd deve uscire dal suo torpore e cambiare passo, i voti degli italiani non si raccolgono con le alchimie delle formule o peggio con le ammucchiate incapaci poi di governare insieme ma con l’impegno e i risultati concreti dell’azione politica in Parlamento e sul territorio. Il Pd deve rispettare il suo nome ed essere davvero democratico. Il dibattito sulla classe dirigente aperto da Renzi fa bene al partito, lo sveglia, lo sprona a trovare nuove idee e nuove facce. Bravo Matteo, continua a correre, è quello che serve al PD, perché alla fine uno sbadiglio seppellirà gli ippopotami e anche le tartarughe”
Firenze, 7 giugno 2010 - "Reintegro dei finanziamenti tagliati ai 33 grandi istituti culturali toscani con fondi Arcus, difesa dell'ETI che va tolto dalla lista degli enti inutili, revisione del decreto sulle fondazioni lirico sinfoniche per assicurare al Maggio Musicale Fiorentino più autonomia".
Sono le proposte che i Democratici toscani, con il segretario Andrea Manciulli, il senatore Andrea Marcucci e il presidente della commissione regionale cultura Nicola Danti, presentano nel giorno di mobilitazione nazionale del PD contro i tagli alla cultura.
"Come si può anche soltanto pensare di lasciare una regione e un paese come il nostro senza il sostegno e l'investimento in cultura?" dice Andrea Manciulli. "Rimarrebbe solo un 'deserto dei Tartari', per citare la celebre opera di Dino Buzzati: i tagli indiscriminati del governo in un settore che ha fatto e fa la ricchezza della Toscana, dimostrano che tipo di disegno persegue la politica di Berlusconi e Bondi: un annullamento culturale generalizzato e la mancanza di sensibilità per quello che sono chiamati a gestire e governare".
"Una lotteria senza regole dalla quale non uscirà comunque nessun biglietto vincente -. dice il senatore Andrea Marcucci, responsabile cultura del Pd toscano, che definisce così la decisione di affidare al ministro Bondi la forbice che taglierà del 50% il già esiguo bilancio degli istituti culturali -. Al governo chiediamo di mettere in campo i fondi ARCUS perchè il sistema culturale della Toscana ha una rilevanza internazionale che non può essere messa in discussione. La legislatura era cominciata con la promessa di una legge speciale per Firenze. La legge non c'è, ma di speciale persiste l'accanimento contro le eccellenze della nostra regione".Per Nicola Danti invece "l'impatto degli annunciati tagli del governo al sistema culturale del nostro paese rischia di essere dirompente in Toscana. Ci auguriamo che le scelte del ministro Bondi sulle istituzioni culturali, al contrario di quanto è successo con il Maggio, superino la logica del peso politico interno al Governo e tengano presente il merito. Suggeriamo infine al ministro di provare a lavorare più sulle spese interne del Ministero e sulla valorizzazione dei propri beni rispetto a tagli che possono essere mortali per prestigiose istituzioni culturali".
ISTITUTI CULTURALI
"I 33 enti toscani, in un primo tempo inseriti nell'allegato della manovra economica - dicono i democratici - beneficiano non a caso di un contributo pubblico. Rappresentano la continuità e l'identità della Toscana: per questo la decisione del governo è grave. Il taglio del 50% non ha giustificazioni: il risparmio è irrisorio mentre il danno rischia di essere enorme. Prendiamo il caso del Museo di storia della Scienza, che inaugurerà le nuove sale tra pochi giorni. Una riduzione sensibile del finanziamento pubblico significherebbe metterlo nelle condizioni di non aprire al pubblico. Questo sarebbe il vero sperpero. Lo stesso ragionamento vale per la Domus Mazzinana di Pisa, inserita tra i luoghi del 150° dell'Unità italiana. Da una parte lo Stato giustamente ha speso per ampliare e valorizzare, dall'altra oggi di fatto chiude. Al ministro Bondi chiediamo intanto regole certe per salvare gli enti, animati anche dalla preoccupazione che non si scelgano criteri 'geografici' di vicinanza politica e poi serve una condivisione reale con gli operatori, i sindacati, gli Enti locali".
ETI
"L'Eti è l'unico ente pubblico che promuove cultura e spettacolo dal vivo: sopprimerlo è un fatto grave - spiegano gli esponenti del PD - che impoverisce ulteriormente il teatro e la danza, con danni economici e di immagine su scala internazionale. Chiediamo una mobilitazione generale per difendere l'autonomia del teatro La Pergola, uno dei luoghi culturali più significativi della Toscana". "L'Eti catalogato ente inutile insieme all'ente per le sementi e a quello per l'olio combustibile, racconta già tutto sulla considerazione che questo governo ha per la cultura - spiegano i Democratici -. In Parlamento ci opporremo a questa decisione, mettendo in risalto il percorso virtuoso che l'ETI ha fatto in questi anni sia dal punto di vista del risanamento economico, sia per la promozione del talento. La richiesta che facciamo al governo è netta: togliere l'ETI dalla lista degli enti inutili".
MAGGIO MUSICALE FIORENTINO
"Il decreto sulle fondazioni lirico sinfoniche va profondamente rivisto - commentano i democratici -: una richiesta che sta giungendo a Bondi da tutte le parti in causa ascoltate nel corso delle audizioni parlamentari. La nostra proposta per il Maggio Musicale Fiorentino prevede più autonomia e non meno. Questo significa aumentare il contributo dei privati attraverso un provvedimento che preveda la defiscalizzazione ed incentivare i ricavi con maggiori aperture di sipari. Obiettivi che Firenze e la Toscana possono raggiungere, anche grazie al nuovo Parco della Musica, una struttura voluta dal governo di centrosinistra. Certo, per avere una partecipazione privata significativa, è necessaria la certezza di un investimento pubblico pluriennale. E invece il ministro Bondi ogni anno riduce sensibilmente le quote del Fus e poi si lamenta dello scarso peso delle sponsorizzazioni"
Da La Nazione del 24 aprile 2010
FIBRILLAZIONI nel Pd locale per l’assenza di lucchesi nella nuova giunta regionale. Il primo a parlare dello smacco, lasciando intuire possibili ripercussioni, è il senatore Andrea Marcucci. E lo fa in questa intervista esclusiva.
Senatore Marcucci, nella nuova giunta Rossi, nemmeno un assessore del nostro territorio....
«Escludere Lucca dalla presenza in giunta è stato un errore. Rossi ha tutto il diritto di esercitare in piena autonomia le sue scelte, però trascurare una provincia così importante sia per numero di abitanti, sia per tessuto produttivo non trova giustificazione. Ora tocca ai consiglieri regionali eletti nella nostra provincia il compito di incalzare la giunta e di far valere le ragioni di Lucca e del suo territorio. La responsabilità ricade in particolare su Remaschi e Pellegrinotti».
Eppure Rossi ha avuto un buon risultato anche nella bianca Lucca, nonostante non abbia voluto spostare l’ospedale da San Filippo.
«Rossi è stato un ottimo amministratore e sarà un buon presidente. La scelta di spostare l’ospedale e di finanziare un nuovo polo sanitario moderno resta una decisione importante. Dal punto di vista politico però, deve evitare di crogiolarsi nelle sue sicurezze: dà l’impressione di chiudersi nel fortino del consenso targato Pci-Pds-Ds e su questo non può trovarmi d’accordo. Il richiamo alle case del popolo parlerà pure al cuore di molti elettori toscani, ma è un’ affermazione che guarda al passato e non al futuro. Mi sarei aspettato magari un invito ai militanti del Pd a confrontarsi con la gente nei nuovi luoghi di aggregazione, che sono prima di tutto i centri commerciali. Insomma meglio un gazebo all’Ikea che una partita a carte in una casa del popolo sotto la foto di Togliatti».
Nei mesi scorsi lei aveva manifestato insofferenza per il Pd nazionale, ma aveva comunque esaltato il partito regionale, dicendo che andava preso come modello. La pensa ancora così?
«Io ho sostenuto con convinzione prima Veltroni, poi Franceschini, perché credo che il Pd debba avere una prospettiva aperta: provando a sintetizzare, riformismo europeo, innovazione e cambiamento devono essere i principi ispiratori. Ora sono seriamente preoccupato. Ho l’impressione che Bersani declini la posizione del partito con troppa timidezza, mentre mi piacerebbe tornare a sentire chiare e forti le parole di Salvati e di Ichino sull’economia e sul lavoro, mettendosi realmente dalla parte dei più deboli. Vedendo la nuova giunta regionale mi chiedo: dov’è la differenza col modello nazionale se la foto di gruppo degli assessori vede scomparire i moderati e Sinistra e Libertà, a favore di dipietristi e rifondatori?»
Negli ultimi tempi si è parlato con insistenza di un suo possibile addio al Pd. Dopo gli ultimi eventi lo strappo è più vicino?
«Sono un fondatore del Pd, che per me resta la sintesi dei migliori riformismi della nostra tradizione politica. Oggi siamo ad un bivio molto delicato: o riusciamo a raddrizzare la rotta in brevissimo tempo o falliremo totalmente la nostra missione, riducendoci ad inseguire un compromesso storico bonsai. Se questo succederà, saremo tutti liberi di valutare serenamente nuovi percorsi politici. D’altra parte è la politica, tutta, a vivere momenti difficili. Lo abbiamo visto ieri platealmente nella direzione del Pdl. Il governo si regge su una maggioranza parlamentare molto ampia eppure non riesce a realizzare nulla di decisivo per la vita di tutti i giorni degli italiani».
Un’ultima cosa: come immagina lo scenario a Lucca nel 2012, in Provincia in Comune?
«Il centro sinistra da noi è forte, lo ha dimostrato anche nelle ultime elezioni regionali. Partiamo da un’ottima esperienza di governo come quella che Stefano Baccelli ha assicurato alla guida della Provincia di Lucca. Anche per le prossime elezioni comunali a Lucca, abbiamo le persone giuste».
Remo Santini
L’appello di parlamentari e amministratori democratici
“IL VOTO ALLE REGIONALI SERVE ANCHE A VINCERE IMMOBILISMO GIUNTE PDL”
Lucca, 26 marzo- “Il voto al candidato del centro sinistra Enrico Rossi, alle liste del Partito Democratico, è particolarmente importante per Lucca e per la sua provincia”.
Comincia così un appello firmato dai parlamentari Raffaella Mariani, Manuela Granaiola e Andrea Marcucci, dal presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli, da numerosi sindaci della Versilia, della Piana e della Valle del Serchio tra i quali il primo cittadino di Capannori Giorgio Del Ghingaro e dai presidenti delle Comunità montane.
“L’attenzione che Rossi ha dedicato al nostro territorio è sotto gli occhi di tutti, e non si misura soltanto nel numero degli incontri programmati durante il suo lungo viaggio che ha toccato tutta la regione- si legge nel testo diffuso oggi- ma anche dal carattere innovativo delle proposte fatte dal candidato del centro sinistra per contrastare la crisi economica e per creare le giuste condizioni per una ripresa dell’industria toscana, a partire dai distretti economici della nostra area”.
Per gli esponenti democratici “il voto del 28 e del 29 marzo serve anche risolvere questioni aperte da troppi anni che il Comune di Lucca non riesce ad affrontare: dal nuovo ospedale alle infrastrutture per migliorare la viabilità, dall’incapacità di raccogliere finanziamenti pubblici sull’adeguamento della rete fognaria alla messa in sicurezza del Serchio dopo la drammatica alluvione di Natale. Una inadeguatezza che emerge anche dalle politiche attuate in questi mesi dal Comune di Viareggio, un’amministrazione che ha rinunciato a compiere scelte decisive in molti settori della vita cittadina”.
“Il voto al Partito democratico- si legge in chiusura dell’appello- corrisponde alla scelta di candidati che hanno ben operato nei cinque anni passati come i consiglieri uscenti Marco Remaschi e Ardelio Pellegrinotti, alla freschezza di giovani che si sono già distinti come Lara Pizza, Serena Mammini, Paola Balestri e Maurizio Verona”.
I firmatari
Manuela Granaiola senatrice, Raffaella Mariani deputata, Andrea Marcucci senatore, Maria Stella Adami sindaco di Gallicano, Alberto Baccini sindaco di Porcari, Giordano Ballini sindaco di Villa Basilica, Nicola Boggi presidente comunità montana mediavalle, Marco Bonini sindaco di Barga, Giorgio Del Ghjngaro sindaco di Capannori, Paolo Fantoni sindaco di Piazza al Serchio, Francesco Giuntini sindaco di Castiglione di Garfagnana, Oreste Giurlani sindaco di Fabbriche di Valico, Moreno Lunardi sindaco di Fosciandora, Pier Romano Mariani sindaco di San Romano in garfagnana, Ettore Neri sindaco di Seravezza, Amerino Pieroni sindaco di Pieve Fosciana, Francesco Pifferi sindaco di Camporgiano, Mario Puppa sindaco di Careggine e presidente Comunità montana della Garfagnana, Michele Silicani sindaco di Stazzema,
Rino Simonetti sindaco di Molazzana, Dorino Tamagnini sindaco di Villa Collemandina
Firenze, 24 febbraio- "La candidatura di Stella Targetti come vice presidente della Regione Toscana presentata oggi da Enrico Rossi è un'ottima notizia. Una professionista valida che viene dal mondo dell'impresa e che contribuirà a dare concretezza all'azione di governo della Toscana". Lo ha dichiarato in una nota il senatore Andrea Marcucci (PD).
"Una scelta felice - ha proseguito il parlamentare- che va nella giusta direzione di costutire una squadra che dovrà essere competente, esperta ed innovativa. Alla decisione comunicata oggi da Enrico Rossi va tutto il mio plauso".
Lucca, 14 dicembre- "Quando il PD è davvero radicato nel territorio e sa parlare la lingua dei cittadini che rappresenta, i risultati arrivano sempre. Per questo credo che siano importanti per tutti la netta affermazione di Marco Remaschi, la buona prova di Ardelio Pellegrinotti e degli altri candidati. Dal voto di domenica emerge un PD a vocazione pluralista, con un’area liberal democratica sempre più essenziale". Lo ha detto il senatore Andrea Marcucci, commentando il voto per le primarie del Consiglio regionale della Toscana. " Le consultazioni hanno premiato la provincia di Lucca nel suo complesso , Remaschi è il terzo più votato in regione- ha spiegato il parlamentare- una responsabilità importante per tutto il partito, che dovrà far pesare adeguatamente il proprio ruolo e la propria capacità di essere espressione di una comunità che vuole contare in Toscana. Sono certo che Marco Remaschi continuerà ad essere un punto di riferimento per tutti. D’altra parte , il consenso diffuso su tutto il territorio è la conferma di un lavoro efficace ed una buona premessa per il futuro"
Roma, 28 ottobre- "Le primarie hanno dimostrato il radicamento del Partito Democratico e la vitalità delle molte anime che lo compongono. A Pierluigi Bersani spetta la responsabilità di difendere l’unità del partito e la sua vocazione pluralista". Lo afferma in una nota il senatore del Pd Andrea Marcucci.
"Per quanto mi riguarda - continua Marcucci - sono stato eletto all’assemblea nazionale: significa che credo ancora nel progetto di una cultura politica nuova, capace di includere e non di escludere, in grado di tenere insieme idee e valori che provengono da tradizioni diverse e di sviluppare un confronto aperto e originale. Bisogna lasciare il tempo necessario al segretario Bersani di elaborare la sua proposta politica e le sue linee programmatiche. Mi aspetto che il profilo liberaldemocratico del PD venga rafforzato, ed è su questo parametro che orienterò le mie valutazioni".
"Tre milioni di elettori meritano rispetto - conclude Andrea Marcucci - ed è doveroso assicurare al nostro segretario il credito indispensabile per mettere in campo con autorevolezza una strategia politica condivisa e autenticamente riformista”
Lucca, 26 ottobre 09- "Uno straordinario successo di partecipazione, che mette il PD nelle condizioni di competere per il governo del Paese. A Bersani ora spetta il compito di difendere l?unità del partito e la sua vocazione plurale". Lo dichiara, in una nota il senatore Andrea Marcucci, che è stato eletto all?assemblea nazionale con la lista "Semplicemente Democratici". "In Toscana il risultato conseguito da Andrea Manciulli mette in risalto l?importanza di superare le aree di appartenenza. Infatti il segretario regionale è riuscito ad avere il 5% in più rispetto alle percentuali ottenute dallo schieramento per Bersani. Da questo punto di vista- aggiunge il parlamentare-determinante è stata la lista "Democratici made in Toscana", che con il suo 7% regionale e con il successo raggiunto in provincia di Lucca (il 22%) in provincia di Arezzo (il 13%) e in provincia di Firenze (8%), ha contribuito a far emergere un profilo unitario del PD e la sua forte caratterizzazione regionale" Per Marcucci "le primarie in Toscana hanno evidenziato il buon risultato di Dario Franceschini e quindi la forza di un partito vitale composto da molte anime, nessuna delle quali può vantare una maggioranza schiacciante. Dagli elettori ci arriva lo stimolo a procedere verso una posizione realmente condivisa, costruita su una proposta innovativa di governo della regione"
Leggi anche La Repubblica
«Noi parlamentari democratici, pur divisi nella scelta congressuale, siamo convinti che ciascuna delle tre anime del Pd espresse dai tre candidati alla segreteria nazionale sia essenziale per l’esistenza stessa del Partito.
Per questo auspichiamo che in questa fase finale della campagna per l’elezione del segretario il dibattito si concentri sulle scelte strategiche che riguardano le prospettive politiche per il paese e che al tempo stesso emerga fra i tre candidati e fra tutti i loro sostenitori un riconoscimento reciproco di indispensabilità per la vita futura del Pd: Partito democratico oggi significa essenzialmente questo. Auspichiamo inoltre che, sulla base di questo riconoscimento, ciascuno dei candidati assuma verso gli altri l’impegno nel senso che, quale che sia l’esito del voto degli elettori il 25 ottobre, il segretario eletto garantirà l’unità del Partito e la piena valorizzazione dell’intero complesso patrimonio di idee e di culture che in esso si esprime».
L’appello è stato firmato da: Giuliano Barbolini, Enzo Bianco, Tamara Blazina, Daniele Bosone, Franca Chiaromonte, Vannino Chiti, Gerardo D’Ambrosio, Silvia Della Monica, Vincenzo De Luca, Luigi De Sena, Roberto Di Giovan Paolo, Marco Filippi, Anna Finocchiaro, Cinzia Fontana, Vittoria Franco, Guido Galperti, Rita Ghedini, Paolo Giaretta, Giovanni Legnini, Pietro Marcenaro, Francesca Marinaro, Ignazio Marino, Alberto Maritati, Andrea Marcucci, Vidmer Mercatali, Claudio Molinari, Fabrizio Morri, Enrico Morando, Magda Negri, Giovanni Procacci, Antonio Rusconi, Silvio Sircana, Albertina Soliani, Marco Stradiotto, Salvatore Tomaselli, Luigi Vimercati, Vincenzo Vita, Luigi Zanda.
Dal quotidiano Il Tirreno, cronaca di Lucca, del 27 settembre 2009
LUCCA.«Chi dava per spacciato il Pd si deve ricredere. Certo, la fase politica è diversa e non era ipotizzabile avere di nuovo la partecipazione che caratterizzò le primarie con la nomina di Veltroni, ma la partecipazione è davvero ampia e sentita».Il senatore Andrea Marcucci è soddisfatto dell’andamento del percorso congressuale:
«C’è da essere orgogliosi per come rispondono gli elettori e, soprattutto, per il fatto che alla nomina del segretario il Pd arriva alla fine di un processo democratico e selettivo. Un iter forse complicato, ma che punta sulla partecipazione e dimostra che non siamo un partito monocratico come il Pdl».
Nel merito delle scelte, Marcucci insiste sulla continuità:«In campo nazionale ritengo giusto proseguire con il riformismo moderno e pragmatico di Franceschini, che parte dalle vere esigenze della società italiana di oggi. Credo che vada sostenuta la continuità anche in chiave regionale la continuità, dando fiducia al segretario Manciulli. Sì, appoggia Bersani, ma il nostro è un partito federale e nulla vieta di fare scelte diverse in chiave locale rispetto a quelle su base nazionale. Su questa linea vedo sostanziale concordia nell’esito dei congressi provinciali quasi completati».
Per l’elezione del segretario nazionale, Marcucci ha aderito alla lista per Franceschini capeggiata dall’europarlamentare David Sassoli.